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Il loro futuro

La Fondazione, attraverso i progetti sviluppati dalle associazioni che ne fanno parte in questi dieci anni hanno maturato un’idea di futuro per i propri figli…quando non potranno più contare sul sostegno familiare.
Insieme alla Società della Salute della Val di Nievole e con la coop. sociale La Fenice abbiamo costruito ed avviato un progetto di gestione residenziale che si avvicina al modello familiare caratterizzato da una gestione flessibile, com-partecipata, versatile che si adatti alle attitudini, capacità, volontà, bisogni e “desideri” delle persone disabili che vi abitano; nel rispetto dei “requisiti minimi strutturali” nell’ottica di vivere in una casa e non in una struttura.
Ci siamo posti l’obiettivo di creare una “comunità aperta” per la realizzazione di una reale integrazione con il territorio grazie alla quale gli ospiti possano sperimentare e generalizzare le competenze e le autonomie acquisite, specifiche di ognuno. Tale obiettivo s’intende realizzare attraverso:

un intervento di accompagnamento degli ospiti alla vita sociale, da parte degli operatori della comunità;

il mantenimento e lo sviluppo di legami affettivi significativi, laddove ancora esistenti,
affinché non si realizzi una condizione di sradicamento dalle famiglie d’origine, la casa
diventa in questo modo un luogo d’incontro con amici, parenti, persone care;

la definizione di un percorso individualizzato con obiettivi specifici che siano coerenti e vadano ad integrarsi con i piani personalizzati presenti nelle altre strutture ( centri diurni) , ambienti lavorativi, formativi o occupazionali in cui l’ospite è inserito, volto a promuovere ed incrementare ulteriormente il percorso di sviluppo delle autonomie personali, relazionali ed emotive del singolo;

le giornate si svolgono mantenendo i percorsi individualizzati anche al di fuori della casa, attraverso l’inserimento e/o l’utilizzo dei servizi attivi sul territorio (centri diurni, percorsi socio-abilitativi, formazione) con il coinvolgimento attivo nelle attività domestiche sulla base delle capacità personali (riordino, pulizia della propria camera, della cucina, lavaggio indumenti personali etc.) supporto alla preparazione pasti sulla base delle capacità personali, assieme agli operatori

Seguono le attività di cura degli spazi verdi e realizzazione e coltivazione di un orto-frutteto per la
produzione di ortaggi e frutta da utilizzare nella preparazione dei pasti.

Abbiamo organizzato una fattiva collaborazione con altri soggetti del volontariato e strutture esterne di tipo sportivo e ricreativo in modo da incrementare i momenti di socializzazione e di svago.

E’ modello presentato alla regione Toscana e inserito nelle sperimentazioni che verranno poi valutate e rese attuabili a livello regionale e previste nella normativa. E’ un modello al quale teniamo molto perché rispetta la continuità della qualità della vita …anche “dopo la famiglia”, cioè quando la famiglia non ci sarà più.

La vita in casa mia

Il numero delle persone disabili residenti in Val di Nievole è elevato, così come in tutte le zone italiane rispetto all’offerta pubblica dei servizi residenziali. Il desiderio di ogni genitore è quello di poter garantire al proprio figlio una vita uguale o migliore di quella che ha vissuto con la famiglia. Con l’approvazione della Legge 112/2016 “ cosidetta “ dopo di noi” vengono aboliti gli istituti introducendo un importante concetto di residenzialità nelle civili abitazioni anche per i soggetti con disabilità grave. ( art 3 comma 3 L.104/92)
E’ un importante passo avanti nella possibile realizzazione di progetti a carattere residenziale e “familiare” dove 5 persone potranno convivere insieme in una abitazione casa singola /appartamento dopo un percorso di autonomia e socializzazione assieme ai compagni di viaggio.
Questo è uno degli importanti obiettivi della Fondazione “Mai Soli” che assieme alle famiglie potrà programmare un percorso di vita che attraversano gradualmente le varie tappe. La famiglia avrà la possibilità, se può e vuole, di lasciare il proprio appartamento alla Fondazione al cui interno il proprio figlio, assieme ad altri, continuerà la propria vita, con la garanzia che la Fondazione provvederà ad organizzare il servizio, ma soprattutto a vigilare affinché la vita di quella persona , e degli altri, sia della migliore qualità possibile.

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