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H.E.R.O

Alcuni dei nostri progetti  attualmente in cantiere si collocano  all’interno della rete H.E.R.O. (Hubs educativi per la resilenza e le opportunità), promossa  dalla Cooperativa Sociale Gemma  e sostenuto da Fondazione Caript e dall’impresa sociale Con i Bambini, nell’ambito del Fondo Nazionale per il contrasto della povertà educativa minorile.

Il progetto H.E.R.O, costruendo presidi territoriali ad alta intensità educativa (Hubs),si propone di combattere la povertà educativa partendo dai bisogni delle varie realtà del territorio,superando in questo modo la logica delle microprogettualità territoriali. Pistoia è un contesto ricco di iniziative che aiutano lo sviluppo e la coesione delle comunità locali, ma è forte l’esigenza di ricondurre questi piccoli segni all’interno di un più “grande disegno”capace di contrastare efficacemente la povertà educativa, massimizzando l’impatto delle iniziative locali e creando una rete solida di comunità ad alta densità educativa capace di condividere esperienze, pratiche e metodologie di approccio ai problemi.

La nostra fondazione, che ha collaborato fin dall’inizio alla stesura del progetto complessivo, è uno degli Hubs della rete ed ha elaborato cinque progetti:

 

COMI’COME’ STREET FOOD

Grazie ad una campagna  di raccolta fondi  creata dalla Fondazione il Cuore si Scioglie e la sez Soci coop Valdinievole abbiamo acquistato un carrello attrezzato per lo street-food da posizionare nei luoghi dove si svolgono feste e manifestazioni. Con l’organizzazione e  partecipazione quindi ad eventi e feste  sarà possibile ai nostri ragazzi del COMI’COME’ di instaurare un rapporto diretto con le persone che sicuramente apprezzeranno la loro simpatia ed il loro impegno nella preparazione di semplici alimenti da offrire ai clienti. Dopo una breve formazione ( hanno già fatto il corso HACCP) la loro presenza in mezzo alla gente sarà un messaggio importante a dimostrazione di quanto si può fare per i disabili.                Oggi i giovani con disabilità  usciti dal percorso scolastico hanno come unica risposta la famiglia che non può dare loro quella autonomia di cui necessitano

Con questo progetto si vuole offrire ai giovani con disabilità che hanno frequentato un percorso formativo scolastico alberghiero e che possono impegnarsi in una attività di somministrazione l’acquisizione di  maggiori autonomie e capacità organizzativa, una identità che accresce la stima di sè e le effettive  capacità personali. Il progetto spostandosi sul territorio , può portare un messaggio importante dove non sono i cittadini che faranno  solo beneficenza, ma solo loro, i ragazzi disabili, che entrano nel mondo sociale, con i dovuti supporti,con un grande esempio di volontà per reagire e superare i limiti che la vita gli ha imposto, per essere accettati ed apprezzati

PROGETTO PISCINA INSIEME 

Questo progetto offre una grande opportunità ai ragazzi con disabilità che normalmente non hanno  possibilità di partecipare ai normali corsi di nuoto, data la necessità di spazi e istruttori adeguati. Per questo abbiamo pensato a questo progetto che offre la possibilità durante la mattina, momento più tranquillo, di organizzare una attività motoria adatta alle loro esigenze di spazio, seguiti da  istruttori professionali appositamente formati.

L’attività di acquaticità è utile alla mobilità e riabilitazione  fisica, e svolta  attraverso lezioni private con istruttori specializzati permette una attività motoria “senza gravità” e un movimento terapeutico utile nelle forme di  rigidità e spasmi, per mantenere e migliorare il tono muscolare degli arti inferiori e superiore, la funzionalità degli apparati respiratorio e cardiocircolatorio. Offre inoltre ai ragazzi la possibilità di sperimentarsi in un ambiente nuovo riuscendo a vincere la paura dell’acqua riuscendo a muoversi con scioltezza e imparando anche a nuotare .

Due operatori sono a disposizione dei ragazzi che vengono prelevati e riportati a casa con un pulmino e aiutano i ragazzi nella doccia e  vestizione stimolandone l’autonomia. L’attività avrà una cadenza settimanale per 8 mesi l’anno  in gruppi di quattro per lezione in una corsia libera apposta per loro.

Contadini coraggiosi

I giovani disabili hanno bisogno di occupare il loro tempo in attività diversificate, per poter scegliere le più adatte alla propria personalità e alle proprie capacità. Per questo abbiamo pensato  che molti di questi ragazzi, in un piccolo appezzamento di terreno, possano trovare, nelle attività all’aperto interesse e soddisfazione nel coltivare un orto per poi gustare i prodotti da loro coltivati. Il Comune di Uzzano ha dato  in comodato alla Fondazione un appezzamento di terreno per permettere di organizzare una attività di coltivazione ortaggi , frutti e altri prodotti che la terra può offrire .

Svolgere attività  di  orticoltura  è considerato un programma riabilitativo vero e proprio, esorta il senso di responsabilità e la socializzazione cosi che il gruppo di lavoro si pone come uno ”spazio sociale protetto”, utilizzando il ciclo delle stagioni, associato al ciclo biologico della pianta, come elemento di riconversione e stabilizzazione dell’habitus psichico dell’individuo

Attualmente i giardini terapeutici sono una delle sfide più interessanti, anche là dove la terapia è intesa come “benessere” ovvero una ricerca del star bene in ogni occasione. Il giardino terapeutico va concepito come un sistema condiviso da più soggetti con bisogni e caratteristiche diverse, seppure integrabili a seconda delle capacità, che identifica spazi e situazioni che saranno percepite dai fruitori come proprie.

Il Progetto accoglie anche i bambini della seconda elementare Bartolozzi di Uzzano che a gruppi  di 6, per due giorni a settimana metteranno i semi di ortaggi nel vasi, per poi ripiantarli nelle vasche , pulire la terra dalle erbacce, innaffiare ecc. fino a vedere come la  procede la crescita e la raccolta.

 Laboratorio musicale

La musica come mezzo di socializzazione e sviluppo autonomia
Ascoltare la musica, fare musica suonando strumenti unisce e aiuta a formare un gruppo di ragazzi che iniziano a conoscersi e fare amicizia. L’obiettivo sarà quello di creare momenti di condivisione per formare un gruppo, stimolando una passione e sviluppando capacità per poi passare a condividere esperienze più importanti. Gli strumenti a percussione consentono anche ai ragazzi sordi di partecipare percependo i suoni ed imparando il ritmo. L’obiettivo che ci poniamo è quello di fornire ad ogni ragazzo uno strumento musicale adatto in modo che possa partecipare attivamente alla costruzione di una “ musica di gruppo”

Il laboratorio  è una azione  del progetto HERO   gestita dalla Fondazione Mai Soli in  collaborazione con e l’Associazione culturale musicale Hangar, di cui è responsabile il maestro Gennaro Scarpato. Presso il centro sociale Auser di Pieve a Nievole ogni mercoledì pomeriggio si svolge  un laboratorio  per rendere partecipi i ragazzi disabili di quella grande esperienza che è la musica.

Le attività infatti  mirano al diretto coinvolgimento dei ragazzi con disabilità, attraverso la produzione sonora con la voce, il corpo e semplici strumenti musicali. Nelle sedute tutti suonano, anche coloro che non hanno mai preso in mano uno strumento e il lavoro musicale su se stessi, svolto con gli altri, consente di “sentire” il senso delle proprie emozioni e di capire come esprimerle, favorisce la creatività, offrendo nuovi e molteplici stimoli.

Obiettivi: Familiarizzazione con elementi musicali (melodia, ritmo, tempo, improvvisazione, polifonia e poliritmia), coreutici (movimenti grandi e piccoli, coordinazione, spazialità, aggregazione e individualità, body percussion), sociali (giochi a coppie e collettivi, improvvisazione personale).

Alla fine della lezione musicale di due ore, tutti insieme condividono un momento comune di convivialità: si mangia pizza che unisce tutti  attorno al tavolo

 

Il  laboratorio per l’autonomia in appartamento

Poiché l’autonomia si impara fin da  giovani abbiamo iniziato ad  organizzare laboratori  di autonomia all’interno degli  appartamenti per  gruppi di ragazzi con  vari tipi e livelli di disabilità e/o autismo creando piccoli gruppi dove i ragazzi  interagiscono tra loro in luoghi caldi e familiari in un contesto che ricorda la casa per vivere esperienze di stimolo e crescita, e non l’ambulatorio dove si fa riabilitazione. Queste attività dovranno formare i ragazzi ad una maggiore autonomia al di fuori della famiglia propedeutica al “ dopo di Noi”

Anche questa è una azione del progetto HERO che  intende essere proseguire  un percorso innovativo  di sviluppo autonomie domestiche  che è iniziato  con attività giornaliere il pomeriggio per organizzare attività di svago, giochi in comune, uscite sul territorio, per poi arrivare alla preparazione della merenda, e in seguito  della cena. Il progetto si svolge anche con la permanenza nell’appartamento  dalla mattina alla sera con la preparazione dl pranzo e varie attività pomeridiane . Le attività saranno svolte con il supporto di due animatori /educatori. Il  finanziamento servirà prevalentemente a sostenere l’impegno economico delle competenze da erogare agli operatori.

 

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